FotografiaMostre a Trieste

Sebastião Salgado. Amazônia

  • Quando:   29/02/2024 - 13/10/2024
Sebastião Salgado. Amazônia
Anavilhanas, isole boscose del Río Negro. Stato di Amazonas, Brasile, 2009 © Sebastião Salgado/Contrasto

Dopo il successo delle tappe presso Roma e Milano, dal 29 febbraio 2024 al 13 ottobre 2024 la grande mostra "Amazônia di Sebastião Salgado" arriva a Trieste, presso il Salone degli Incanti.

La foresta dell'Amazzonia occupa un terzo del continente sudamericano, un'area più estesa dell'intera Unione Europea. Dopo il progetto Genesi, il fotografo brasiliano ha intrapreso una nuova serie di viaggi per catturare l'incredibile ricchezza e varietà della foresta amazzonica brasiliana e i modi di vita dei suoi popoli, stabilendosi nei loro villaggi per diverse settimane e fotografando diversi gruppi etnici.

Un progetto durato sette anni durante i quali il Maestro ha fotografato la foresta, i fiumi, le montagne e le persone che vi abitano, registrando l'immensa potenza della natura di quei luoghi e cogliendone, allo stesso tempo, la fragilità. Con Amazônia Salgado rinnova la tradizione della grande fotografia di impianto umanista che, tra documentazione e interpretazione, ci mostra come nella storia non esistano sogni solitari.

In mostra oltre 200 fotografie che ritraggono la vegetazione, i fiumi, le montagne e le persone che popolano la foresta amazzonica: un'immersione nella foresta, un viaggio attraverso le culture delle popolazioni indigene che la abitano e custodiscono un'esperienza folgorante alla scoperta dell'Amazzonia.

La mostra è accompagnata dalla traccia audio appositamente composta dal musicista francese Jean-Michel Jarre.... leggi il resto dell'articolo»

Lélia Wanick Salgado, compagna di lavoro e di vita del fotografo, è curatrice della mostra e della scenografia.

"Il mio desiderio, con tutto il cuore, con tutta la mia energia, con tutta la passione che possiedo, è che tra 50 anni questa mostra non assomigli a una testimonianza di un mondo perduto. L'Amazzonia deve continuare a vivere e, avere sempre nel suo cuore, i suoi abitanti indigeni." Sebastião Salgado

"Disegnando 'Amazônia', ho voluto creare un ambiente in cui il visitatore si sentisse all'interno della foresta, integrato con la sua esuberante vegetazione e con la vita quotidiana delle popolazioni indigene. La mia idea era quella di presentare queste immagini, accompagnate da testi pertinenti, in modo da sottolineare la bellezza di questa natura e dei suoi abitanti, nonché la sua dimensione ecologica e umana, tutti elementi che oggi sono così minacciati e che è fondamentale proteggere e preservare" Lélia Wanick Salgado

La mostra si sviluppa attorno a due grandi temi: le fotografie di ambientazione paesaggistica e le fotografie delle popolazioni indigene.

Le fotografie paesaggistiche di Salgado

Vedute aeree della foresta – la mostra offre ai visitatori un'ampia panoramica di immense cascate e cieli tempestosi.

Fiumi volanti – La foresta amazzonica è l'unico luogo al mondo in cui il sistema di umidità dell'aria non dipende dall'evaporazione dagli oceani: ogni albero disperde centinaia di litri d'acqua al giorno, creando fiumi aerei anche più grandi del Rio delle Amazzoni. Piogge torrenziali, nuvole, catturate drammaticamente, offrono uno spettacolo sempre diverso.

Montagne – Il Brasile vanta anche catene montuose, con cime avvolte nella nebbia e pendii inferiori ricoperti dalla foresta pluviale.

La foresta – Un tempo chiamata "inferno verde", oggi è considerata un tesoro naturale unico.

Anavilhanas – Isole nella Corrente, è un arcipelago che conta tra le 350 e le 450 isole di ogni forma immaginabile che emergono dalle acque scure del Rio Negro.

Le fotografie dedicate alle popolazioni indigene
Oltre alle immagini, la mostra si sviluppa in tre alloggiamenti posti al centro del Salone degli Incanti di Trieste e che ricordano le "ocas", tipiche abitazioni indigene, evocando in modo vivido i piccoli e isolati insediamenti umani nel cuore della giungla. Salgado ha intrapreso una nuova serie di viaggi per catturare l'incredibile ricchezza e varietà della foresta amazzonica brasiliana e i modi di vita dei suoi popoli, stabilendosi nei loro villaggi per settimane e fotografando i diversi gruppi etnici.

Nell'insieme, questi spazi ospitano 100 fotografie delle popolazioni dell'Amazzonia, con alcune interviste video dei leader indigeni. Questa parte è dedicata a 12 gruppi indigeni che Salgado ha immortalato nei suoi numerosi viaggi: Awa-Guajá, che contano solo 450 membri e sono considerati la tribù più minacciata del pianeta, Marubo, Korubo,fra le tribù con meno contatti esterni, proprio la spedizione di Salgado nel 2017 è stata la prima occasione in cui un team di documentaristi e giornalisti ha trascorso del tempo con loro, i Waurá, Kamayurá, Kuikuro, Suruwahá, Asháninka, Yawanawá che, sul punto di sparire, hanno ripreso il controllo delle proprie terre e la diffusione della loro cultura, prosperando, gli Yanomami, Macuxi e Zo'é.

La collaborazione con Jean-Michel Jarre
Il percorso espositivo è accompagnato da una traccia audio immersiva commissionata appositamente per l'allestimento della mostra Amazônia da Jean-Michel Jarre che fa rivivere i suoni della foresta pluviale come il fruscio degli alberi, i versi degli animali, il canto degli uccelli o il fragore dell'acqua che cade a picco dalle montagne.

Con una vera e propria sinfonia del mondo composta dai suoni della foresta – il fruscio degli alberi, i pianti degli animali, il canto degli uccelli o lo scroscio delle acque che sgorgano dalla cima delle montagne – la mostra restituisce anche la voce e i canti degli indigeni, tutti provenienti dagli archivi sonori del Museo di Etnografia di Ginevra.

I video in mostra
Ad arricchire l'allestimento di Amazônia presso il Salone degli Incanti di Trieste, sono allestite due sale dedicate alle proiezioni su temi differenti: in una è mostrato il paesaggio boschivo, le cui immagini scorrono accompagnate dal suono del poema sinfonico Erosão, opera del compositore brasiliano Heitor Villa-Lobos (1887-1959); nell'altra sono esposti alcuni ritratti di donne e uomini indigeni con in sottofondo una musica composta appositamente dal musicista brasiliano Rodolfo Stroeter.

All'interno delle ocas sono invece presenti delle video interviste ad alcuni capi delle popolazioni indigene, che raccontano l'Amazzonia del loro punto di vista, le difficoltà che hanno incontrato nel far sentire la propria voce nel quadro delle politiche nazionali e l'importanza che la foresta ha per loro.

L'attenzione per il tema ambientale
La mostra Amazônia di Sebastião Salgado vuole raccontare l'ecosistema dell'Amazzonia, fornendo molte informazioni sulla sua biodiversità e sulla ricchezza culturale di chi la abita, rappresentando un monumentale lavoro di divulgazione oltre che di grande valore artistico. Vuole trasmettere, almeno in parte, quell'alone di magia che permea la regione amazzonica e le sue popolazioni native, per offrire ai visitatori un'esperienza intima e profonda capace di accompagnarli anche fuori dalla mostra.

Attirando l'attenzione sulla bellezza incomparabile di questa regione, Salgado vuole accendere i riflettori sulla necessità e l'urgenza di proteggerla insieme ai suoi abitanti. La foresta è un ecosistema fragile, che nelle aree protette dove vivono le comunità indigene non ha subito quasi alcun danno. Tutta l'umanità ha la responsabilità di occuparsi di questa risorsa universale, polmone verde del mondo, e dei suoi custodi.

L'esposizione si pone in continuità con l'impegno dei coniugi Salgado per la preservazione dell'ambiente naturale della foresta attraverso iniziative di grande rilevanza per la collettività, come l'Instituto Terra.

Amazônia Touch
Nell'ambito dell'allestimento è presente anche l'iniziativa Amazônia Touch, il primo volume fotografico concepito e progettato per non vedenti e ipovedenti. Grazie alla partnership tra Lélia e Sebastião Salgado con la Fondazione Visio, un'istituzione che promuove l'inclusione dei non vedenti nelle attività culturali, presso il Salone degli Incanti è a disposizione dei visitatori un libro che offre l'accesso alle fotografie della foresta amazzonica e delle sue comunità indigene grazie ad immagini tattili realizzate su lastre di ottone. Ventuno tavole in resina acrilica e minerali naturali permettono di sperimentare la lettura tattile.

Note biografiche

Sebastião Salgado è un fotografo brasiliano nato nel 1944 a Minas Gerais, Brasile. Ha iniziato la sua carriera a Parigi nel 1973, lavorando come fotografo professionista con agenzie fotografiche fino al 1994, quando insieme a Lélia Wanick Salgado ha fondato Amazonas images, un'agenzia dedicata esclusivamente ai suoi lavori. Oggi questa agenzia è stata sostituita dallo Studio Sebastião Salgado.

Salgado ha viaggiato in oltre 100 paesi per realizzare i suoi progetti fotografici, che sono stati pubblicati in numerose riviste e libri come Other Americas, 1986; Sahel: l'homme en détresse, 1986; Sahel: el fin del camino, 1988; An Uncertain Grace, 1990; Workers, 1993; Terra, 1997; Migrations and Portraits, 2000; Africa, 2007; Genesis, 2013; The Scent of a Dream, 2015; Kuwait, a desert on fire, 2016, Gold, Serra Pelada Gold Mine, 2019 e recentemente Amazônia, 2021.

Lélia Wanick Salgado ha ideato, disegnato e curato la maggior parte delle sue pubblicazioni e delle mostre itineranti di queste opere, presentate in musei e gallerie di tutto il mondo. Nel 2013 è stato pubblicato De ma terre à la Terre ("Dalla mia terra alla Terra"), una narrazione sulla vita e la carriera di Salgado della giornalista francese Isabelle Francq. Alcuni viaggi e progetti fotografici del Maestro sono raccontanti nel film documentario Il Sale della terra (2014), co-diretto da Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado, che ha vinto il premio speciale per la sezione "Un Certain Regard" al festival del cinema di Cannes del 2014 e il premio César per il miglior film documentario nel 2015. È stato anche nominato come miglior documentario all'87ª edizione degli Academy Awards.

"Questa mostra è il frutto di sette anni di vissuto umano e di spedizioni fotografiche compiute via terra, acqua e aria. Sin dal momento della sua ideazione, con Amazônia volevo ricreare un ambiente in cui il visitatore si sentisse avvolto dalla foresta e potesse immergersi sia nella sua vegetazione rigogliosa sia nella quotidianità delle popolazioni native. Queste immagini vogliono essere la testimonianza di ciò che resta di questo patrimonio immenso, che rischia di scomparire. Affinché la vita e la natura possano sottrarsi a ulteriori episodi di distruzione e depredazione, spetta a ogni singolo essere umano del pianeta prendere parte alla sua tutela". Sebastião Salgado

Riconoscimenti internazionali
Sebastião Salgado è Godwill Ambassador dell'UNICEF e, tra le altre onorificenze, è stato nominato membro onorario della US Academy of Arts and Sciences. Ha ricevuto numerosi premi fotografici e prestigiose onorificenze, come il Grand Prix National (Ministero della Cultura, Francia), il Premio Príncipe de Asturias per le Arti (Spagna), la Medaglia della Presidenza della Repubblica Italiana (Centro Internazionale di Ricerca Pio Manzù, Italia). È stato nominato Comendador da Ordem do Rio Branco, Brasile, e Commandeur de l'Ordre des Arts et des Lettres in Francia (Ministero della Cultura). Nel 2016 Salgado è stato eletto membro dell'Académie des Beaux-Arts dell'Institut de France e, nello stesso anno, la Francia lo ha nominato Chevalier de la Légion d'Honneur. Nel 2018 è stato nominato Chevalier de l'Ordre du Mérite Culturel dal Principato di Monaco. Nel 2019 è stato eletto Foreign Honorary Member dell'American Academy of Arts and Letters (New York, USA) e ha ricevuto l'International Peace Prize of the German Publishers' Association (Germania). Nel 2021 ha ricevuto il titolo di Honorary Doctor of Arts dell'Università di Harvard (Cambridge, USA) ed è stato insignito del Praemium Imperiale Award della Japan Art Association, considerato il "Nobel delle arti".

Il progetto Instituto Terra
Dagli anni '90, Lélia e Sebastião hanno lavorato assieme al ripristino di parte della Foresta Atlantica del Brasile, nella Valle del Rio Doce, nello Stato di Minas Gerais. Nel 1998, sono riusciti a trasformare questo territorio in una riserva naturale e hanno fondato l'Instituto Terra, impegnato in attività di riforestazione, conservazione ed educazione ambientale.

Ad oggi, l'Instituto Terra ha dato vita a una foresta che accoglie centinaia di varietà di specie vegetali e animali tipiche della foresta atlantica. Dal 2010, ha inoltre sviluppato un programma chiamato Olhos d'Água che si occupa di recuperare, proteggere e conservare le risorse idriche del bacino idrografico del Rio Doce, ad oggi ripristinando decine di migliaia di sorgenti.

Le immagini di Salgado vogliamo lanciare un grido d'allarme: secondo una recente ricerca pubblicata su Nature, oggi a causa degli incendi e della deforestazione la foresta amazzonica produce più CO2 di quanta riesca ad assorbirne. E' una scoperta sconcertante e bisogna intervenire subito. L'Amazzonia è il giardino della terra. Salvarla, rispettare e proteggere i suoi custodi significa avere cura del mondo e impedire un genocidio.

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Sebastião Salgado. Amazônia

Apertura: 29/02/2024

Conclusione: 13/10/2024

Curatore: Lélia Wanick Salgado

Luogo: Trieste, Salone degli Incanti

Indirizzo: Riva Nazario Sauro 1 – 34123 Trieste

Orario: dal 29 febbraio al 31 maggio 2024 lunedì - domenica 10.00-19.00 | martedì chiuso | Dal 1 giugno al 13 ottobre 2024 lunedì-domenica 11.00-20.00 | martedì chiuso

Biglietto: € 18,00 open | € 16,00 intero | € 13,00 ridotto gruppi min 10 / max 25 persone con prevendita | € 13,00 ridotto singoli | € 6,00 ridotto studenti fino a 25 anni e per classi scolastiche | Gratuito bambini fino a 5 anni, diversamente abili, un accompagnatore per diversamente abile ed altre categorie | La prenotazione è obbligatoria per gruppi e scuole e consigliata per i singoli al costo di € 1,50 a persona

Per info: salgadotrieste@gmail.com | +39 040 322 6862  | +39 040 675 4032  | eventi.culturali@comune.trieste.it



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