Valentina Medda. The Last Lamentation

  • Quando:  01/02/2024 - 04/02/2024
  • evento concluso

Video artMostre a BolognaART CITY Bologna 2024Valentina MeddaBologna


Valentina Medda. The Last Lamentation
Valentina Medda, The Last Lamentation, 2023, still da video. Courtesy l'artista

The Last Lamentation è il progetto artistico di Valentina Medda, attraverso cui l'artista indaga la tradizione del pianto rituale funebre nel Mediterraneo collocandola al centro della riflessione contemporanea.

Nell'ambito di ART CITY Bologna 2024, in occasione di Arte Fiera, viene presentata per la prima volta al pubblico negli spazi del Cimitero Monumentale della Certosa, in collaborazione con il Museo del Risorgimento, il MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna e NOS Visual Arts Production l'opera video realizzata grazie al sostegno di Italian Council (XI edizione, 2022), programma di promozione internazionale dell'arte italiana della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, che sarà destinata alle collezioni del MAMbo.

A cura di Maria Paola Zedda, The Last Lamentationè un rituale funebre per il Mediterraneo, concepito dall'artista Valentina Medda, come luogo di attesa, sospensione e trapasso, incarnazione di un'assenza - deposito di cadaveri, e cadavere in sé. L'opera racconta la tragedia del mare attraverso un'ipnotica partitura vocale e coreografica che rielabora i codici rituali in forme contemporanee e astratte. La potente presenza di 12 donne piangenti, vestite di nero e in piedi accanto al mare, rende per contrasto più tangibile l'assenza dei morti e fa esplodere le loro voci silenziose.

Nelle parole di Maria Paola Zedda, curatrice del progetto: "Lontano dalla documentazione della performance, come dal film di narrazione, l'opera video è un racconto astratto dove la relazione tra corpo, pathos, paesaggio si stratifica per sistemi di assenza e presenza. Il lavoro sembra guardare a registri diversi che recuperano la suspence, lo straniamento e il perturbante della cinematografia tarkovskiana, in una pittorialità fiamminga bagnata da tinte sabbiose e orientali, che rimandano all'astrazione e alla composizione dell'immagine di certo cinema iraniano. La lentezza non è maniera ma tensione drammaturgica, sospensione, corrente immaginifica che lascia parlare il dettaglio, la lateralità, e ripercorre il venire alla luce di un'assenza e della coralità del rito. Da questo quadro emergono minuscole figure nere, laterali, ai margini del frame: è un corteo funebre, un avanzare, un prendere corpo, spazio, un rivestire di tenebra il mondo."

"Il lavoro è concepito come un rituale funebre per il mare" – dichiara l'artista Valentina Medda – "una performance partecipativa ispirata alla tradizione delle lamentazioni funebri in cui un gruppo di donne vestite di nero dà vita a un grido condiviso, un rito che guarda al coro come all'unico linguaggio possibile per raccontare una tragedia contemporanea. Nel piangere per il Mediterraneo e i suoi morti – continua l'artista – tento di ridare dignità, attraverso un'azione poetica e politica, a quelle vite considerate sacrificabili, quelle che non meritano nemmeno il lutto, come afferma la filosofa Judith Butler. In questo lavoro, infine, mi interrogo anche sulla natura del corpo da una prospettiva postfemminista, suggerendo la possibilità di un corpo liquido da un lato e di una creatura acquea dall'altro. La domanda su dove finisca il corpo e dove inizi lo spazio ha plasmato, di fatto, tutta la mia ricerca degli ultimi 10 anni, attraverso linguaggi diversi e in modi diversi, mettendo in discussione la distinzione tra la fisicità dell'individuo e la materialità esterna nel tentativo di creare una geografia incarnata e immaginare nuovi corpi ibridi, trovando il filo che lega tutte le materie vibranti, viventi e non".

L'opera video sarà fruibile da giovedì 1 a sabato 3 febbraio 2024, in alcune fasce orarie pomeridiane e serali, presso il Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna. I processi preliminari del lavoro (storyboard, schizzi e altri materiali documentativi) saranno presentati nell'ambito della mostra "Dentro" a cura di Anna De Manincor,Lele Marcojanni e Maria Paola Zedda da giovedì 1 a domenica 4 febbraio presso il DAS – Dispositivo Arti Sperimentali di Bologna, in cui Lele Marcojanni, Valentina Medda e ZimmerFrei aprono il processo costruttivo dei loro ultimi lavori (rispettivamente: CRD, Passaggi - The Last Lamentation, De los muertos) e ne mostrano l'interno. Attraverso i lasciti delle protagoniste e dei protagonisti che li hanno percorsi, spacchettano le voci, le memorie e i segni che sono stati generativi delle opere finali, in una tessitura per interposta persona....leggi il resto dell'articolo»

In particolare, presso il DAS il lavoro di The Last Lamentation, viene esposto in una sorta di "anticamera", in un luogo di sospensione, attesa, attraversamento, passaggio (da qui il titolo Passaggi – The Last Lamentation). Uno spazio chiuso e insieme mobile, che ripercorre l'itinerario della sua evoluzione, come una sonda. Del lavoro sono presentati gli aspetti processuali, i primi passi a Beirut quando il lavoro era in gestazione (A Collective Mourning), alcuni appunti visivi che sono preludio al futuro catalogo, gli elementi materici che fissano il movimento in forme scultoree e pieghe monumentali, le prime tracce dell'approdo in Sardegna.

Il progetto è presentato da ZEIT (capofila), in partnership con MAN Museo d'arte della Provincia di Nuoro, Teatro di Sardegna, Arts Centre 404 / VierNulVier (Ghent, BE) e Flux Factory (New York) in collaborazione con la Fondazione Sardegna Film Commission e sostenuto da ARS - Arte Condivisa in Sardegna per la Fondazione di Sardegna (sponsor di progetto). L'opera sarà destinata alle collezioni del MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna. L'intero progetto sarà presentato in forma di mostra al MAN Museo d'arte della Provincia di Nuoro, nel marzo 2024. Partner culturali sono Careof, BIG Bari International Gender Festival, RAMDOM, Sa Manifattura, Alchemilla.

L'artista è supportata dalla rete europea di larga scala Stronger Peripheries – A Southern Coalition grazie al sostegno di Teatro di Sardegna, Bunker Ljubljana, L'Arboreto Mondaino.

L'antropologo Ernesto De Martino, nel suo saggio Morte e pianto rituale, descrive il lamento funebre come un'azione rituale circoscritta da un orizzonte mitico.

Il lamento funebre è un rituale che aiuta la persona in lutto a superare il dolore della propria perdita attraverso il sostegno della comunità. Esistente fin dall'antico Egitto, è comune a quasi tutti i paesi del Mediterraneo e in alcuni di essi ancora sporadicamente in uso. Praticato da donne anziane, talvolta pagate per partecipare al funerale, consiste in un pianto forte e teatrale accompagnato da gesti ripetitivi e da litanie codificate, testi epici che ricordano e celebrano l'individuo scomparso. Il saper piangere delle donne, delegate a farsi carico di un dolore che talvolta non gli appartiene, deve scongiurare l'inebetimento della persona colpita dal lutto, la possibilità della perdita del senno. Nel prostrarsi per qualcuno a loro distante, le donne rinnovano però anche la memoria per i propri cari, riconnettendosi con il loro dolore e dandogli nuovo spazio.

Note biografiche

Valentina Medda è un'artista interdisciplinare sarda che vive a Bologna. Ha studiato fotografia all'ICP - International Center of Photography di New York. La sua pratica artistica si snoda tra immagine, performance e interventi site-specific, indagando la relazione tra pubblico e privato, corpo e architettura, città e appartenenza sociale. Il suo lavoro è stato esposto e gira in contesti artistici e performativi nazionali e internazionali da Bologna, Milano, Cagliari a Parigi, New York, Beirut, Bruxelles e Amsterdam.

È stata artista in residenza presso Couvent de Recollets, Parigi; BAR, Beirut; Cité des Arts, Parigi; Flux Factory, NY; Les bains connective, Bruxelles; MaisonVentidue, Bologna. Nel 2019 è stata invitata al Grand Tour d'Italie, progetto di networking internazionale della Direzione Generale Contemporanea del Ministero della Cultura. Ha ricevuto, tra gli altri, il Fondo Cimetta per la mobilità artistica, Movin up della Regione Emilia Romagna, IAP Mentorship della NYFA - New York Foundation for Arts e Tina Art PRIZE. Il suo progetto Cities by Night Across Borders, è stato selezionato tra i 19 vincitori del programma europeo "Perform Europe".

I processi preliminari del lavoro (storyboard, schizzi e altri materiali documentativi) propedeutici alla realizzazione di The Last Lamentation vengono presentati nell'ambito della mostra "Dentro", a cura di Anna De Manincor, Lele Marcojanni e Maria Paola Zedda presso DAS – Dispositivo Arti Sperimentali, via del Porto 11/2, 40122 Bologna.

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Mostra: Valentina Medda. The Last Lamentation

Bologna - Cimitero Monumentale della Certosa

Apertura:01/02/2024

Conclusione:04/02/2024

Curatore:Maria Paola Zedda

Indirizzo:via della Certosa, 18 (cortile Chiesa) - 40134 Bologna

Orari: giovedì 1 febbraio, Cimitero Monumentale della Certosa 19.00-21.30 | DAS – Dispositivo Arti Sperimentali Opening mostra 17.00-21.00 | venerdì 2 febbraio Cimitero Monumentale della Certosa: 14.00-16.30 | DAS – Dispositivo Arti Sperimentali: 17.00-21.00 | sabato 3 febbraio Cimitero Monumentale della Certosa: ore 18.00-22.00 | DAS – Dispositivo Arti Sperimentali: 17.00-24.00 | domenica 4 febbraio DAS – Dispositivo Arti Sperimentali: Finissage mostra 15.00-21.00

Prenotazioni: Per la visione dell'opera video (durata: 15 minuti circa) al Cimitero Monumentale della Certosa nelle serate di giovedì 1 e sabato 3 febbraio è obbligatoria la prenotazione. Negli orari diurni la prenotazione non è necessaria ma consigliata.

Referente prenotazioni: Maria Paola Zedda | Tel. 349-3716769 | zeit.artresearch@gmail.com

Sito web per approfondire:www.certosadibologna.it



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