
Il lato oscuto del quotidiano arriva a Firenze in Palazzo Pitti Obscured Existence, prima esposizione personale in Italia del pittore Wang Guangyi.
Fino al 10 dicembre la reggia medicea accoglie 28 lavori del celebre artista cinese, alcuni dei quali mai esposti in Occidente: al termine dell'esposizione l'autoritratto dell'autore entrerà a far parte della collezione delle Gallerie.
Cosa si nasconde nella rassicurante familiarità degli ambienti domestici, nelle ombre degli spazi legati all'intimità della vita quotidiana? La ripetitività delle azioni quotidiane può essere interpretata come un rito quasi religioso? Queste e altre inquietanti domande vengono poste dalla mostra Obscured Existence (Palazzo Pitti, dal 6 settembre al 10 dicembre 2023).
L'esposizione, composta da 28 dipinti di Wang Guangyi, è un percorso a tappe attraverso quattro distinti cicli, che indagano cosa sta davvero dietro la ritualità dei gesti di tutti i giorni e l'uso degli oggetti più comuni. Allo stesso tempo, le opere esplorano anche il modo in cui la cultura d'origine di ciascuno influenza la percezione di un'opera d'arte.
Il viaggio si apre con Daily Life, dipinti incentrati sull'intimità dei piccoli gesti abituali di ogni giorno. In questa prima serie, Wang Guangyi si ritrae in momenti della vita privata, solo, inerme di fronte alla propria corporeità; la ripetitività dell'ordinario assume quasi la valenza di un rituale, mentre l'incedere meccanico dell'abitudine si carica di un'aura sacra. In questi attimi noncuranti l'uomo è capace di riconnettersi con se stesso: protette da quelle che l'artista definisce "strutture di potere", le azioni individuali che si svolgono in uno spazio privato sono fessure sulla "nuda vita", la parte di ognuno ancora immune dalle interpretazioni.
Come quando, leggendo un libro, il senso della narrazione si svela man mano che la lettura procede, nella serie Ritual (che compone il secondo ciclo) la fragilità della figura umana lascia il posto alla mobilità inaccessibile dell'oggetto. Esso, spogliato della sua solita connotazione, diventa simbolo di una liturgia segreta e personale, traccia di un significato che supera la cosa, suscitando sensazioni contrastanti. In Ritual n. 3, per esempio, l'artista protegge un normale water di ceramica bianca tramite un cordone rosso sorretto da due colonnine in ottone, il tipico separatore in uso nei musei o nei luoghi sacri. Dal paradosso scaturiscono due sentimenti opposti: l'inquietudine dovuta alla consapevolezza che qualsiasi luogo può essere dichiarato inaccessibile, e il sorriso dovuto al fatto che si salvaguarda un oggetto di indubbia ordinarietà. In questo incontro di sensazioni, secondo l'artista, viene spronato il pensiero e quindi la consapevolezza di esistere.
Il seme della mostra, però, arriva a piena fioritura solo con la serie Obscured Existence, che dà il titolo anche al concetto che l'ha generata. Riprendendo un'antica tecnica pittorica cinese, il Wu Lou Hen, Wang Guangyi inonda le sue figure di una fitta sgocciolatura che ne cancella l'aspetto ordinario per rivelarne un'anima oscura, mistica, inafferrabile. Determinato a dimostrare come sistemi sociali differenti portino a una diversa comprensione del mondo, il pittore si immerge nell'iconografia occidentale, descrivendo le forme della tradizione cristiana attraverso un linguaggio a loro estraneo, orientale e personale. In Enlarged Medusa, ispirato dallo scudo di Caravaggio conservato alle Gallerie degli Uffizi, l'artista sovrappone all' immagine una particolare griglia a nove quadri, retaggio della tradizione cinese, che riduce la percezione estetica dell'originale e ne sminuisce l'intensità emotiva. Ne consegue che gli osservatori, spiazzati dall'imprigionamento della testa di Medusa, si ritrovano così a dover "scavalcare" visivamente il famosissimo dipinto di Caravaggio, per afferrare invece la verità sepolta nell'opera.
Il percorso si chiude con il ciclo The shadow of memory, che registra quel che resta del nostro passaggio nella memoria di un luogo.
Da segnalare, infine, che l'autoritratto di Wang Guangyi, al termine dell'esposizione, verrà donato alle Gallerie, entrando così a far parte della più vasta e prestigiosa collezione museale di questo tipo di opere al mondo....leggi il resto dell'articolo»
Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt: "l'artista tratta spazi "normali" e semplici oggetti d'uso con lo stesso rispetto, indagando in essi e nella loro traduzione pittorica un'anima trascendentale. Da questa prospettiva riesce ad unire - senza confonderle - le tradizioni occidentali e orientali in modo originale e innovativo. Con questa mostra si conferma la vocazione universale delle Gallerie degli Uffizi, aperte alle ricerche sul passato e alle voci più interessanti e importanti dell'arte contemporanea".
Il curatore Demetrio Paparoni: "Nel Novecento la svolta nell'arte cinese l'ha data la generazione di Wang Guangyi. Nella seconda metà degli anni Ottanta lui è tra quanti in Cina hanno dato vita a una rivoluzione linguistica e contenutistica con lo stesso spirito che tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo ha animato in Europa l'azione delle avanguardie storiche. Il peso assunto dalla sua ricerca filosofica e spirituale, portata avanti attraverso la pittura, la scultura, le grandi installazioni, fa di Wang Guangyi uno dei grandi protagonisti della Storia dell'arte contemporanea cinese".
L'artista Wang Guangyi: "Ho visto per la prima volta le opere dei maestri nella collezione degli Uffizi trent'anni fa. Questi lavori hanno avuto un impatto profondo su di me. Mi sentivo come se avessi scoperto una nuova altissima montagna da scalare. La mostra che si apre oggi qui vuole essere sia il mio omaggio ai maestri di un tempo che uno sguardo indietro alla mia giovinezza. A mio modo di vedere, la storia è vuota/non significa nulla. Solo la storia dell'arte può testimoniare l'esistenza degli esseri umani".
Note biografiche
Wang Guangyi nasce il 19 gennaio 1957 a Harbin, nella provincia di Heilongjiang, Cina, e si laurea all'Accademia d'Arte di Zhejiang nel 1984. Raggiunge la fama internazionale negli anni '80 con la serie Great Criticism, in cui sovrappone immagini della propaganda maoista a loghi di marchi americani, mettendo in evidenza come l'ideologia cinese prometta un mondo migliore allo stesso modo della propaganda occidentale dei beni di consumo. Artista multimediale, autore di installazioni di grandi dimensioni, Wang è noto in particolare per la capacità di far interagire immagini tratte dall'arte occidentale con altre tipiche della cultura asiatica, ma anche la filosofia delle due diverse aree geografiche. Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 2013 e le sue opere si trovano nelle collezioni permanenti di musei pubblici in tutto il mondo, tra cui il nuovo M+ a Hong Kong, i musei di Shenzhen, Guangdong, Shanghai, Chengdu e Pechino, la Tate Modern a Londra e il San Francisco Museum of Modern Art.
Mostra: Wang Guangyi. Obscured Existence
Firenze - Andito degli Angiolini di Palazzo Pitti
Apertura:06/09/2023
Conclusione:10/12/2023
Organizzazione:Le Gallerie degli Uffizi - Palazzo Pitti
Curatore:Eike Schmidt, Demetrio Paparoni
Indirizzo:Piazza De' Pitti - 50125 Firenze
Catalogo: Skira
Sito web per approfondire:https://www.uffizi.it/eventi/wang-guangyi-obscured-existence
Altre mostre a Firenze e provincia
Andrea Simoncini. La Storia nel presente
Firenze, Accademia delle Arti del Disegno: La Storia nel presente di Andrea Simoncini, pittura tra storia, mitologia e attualità contemporanea.
Evelyn Tovar Toro. Fra Ruderi
Firenze, Chiasso Perduto: installazione site-specific di Evelyn Tovar Toro tra piante ruderali e radici costruite da dizionari in disuso.
Letizia Rostagno. Il sé diviso
Letizia Rostagno indaga il sé frammentato con autoritratti fotografici e la serie Diorami alla Galleria La Zaffera di Firenze.
Victor Man
Il Museo Novecento di Firenze dedica una mostra personale allartista Victor Man, con circa 25 dipinti alle Ex Leopoldine.
Enzo Cucchi vs CANEMORTO / CANEMORTO vs Enzo Cucchi
Galleria Poggiali Firenze presenta il doppio confronto tra Enzo Cucchi e il collettivo CANEMORTO in due spazi speculari.
Artemisia Gentileschi a Firenze
A Firenze Artemisia Gentileschi raggiunge la maturità artistica: ammessa all'Accademia, protetta dai Medici, diventa maestra tra i grandi maestri.
Giuseppe Chiari. Tra suono, segno e colore
Alla Galleria Il Ponte di Firenze, una monografica dedicata a Giuseppe Chiari per il centenario, tra partiture, segno e colore.
Broken. Il potere del frammento
Oltre ottanta opere da grandi musei internazionali per esplorare il valore del frammento nella scultura, dall'archeologia all'arte contemporanea.
Cento opere dalla Raccolta Alberto Della Ragione
L'esposizione offre un percorso straordinario all'interno dell'arte italiana del Novecento, attraversando uno dei suoi momenti più complessi e fertili.













itinerarinellarte.it è un sito che parla di arte in Italia coinvolgendo utenti, musei, gallerie, artisti e luoghi d'arte.