Dal 15 marzo al 18 maggio 2024, inaugurazione venerdì 15 marzo alle 18.30, la Galleria La Nica di Roma propone la mostra collettiva "Le paysage est passage", che vede esposte opere legate al tema del paesaggio ed il suo saper mettere insieme le intenzioni del passato, la forza del presente ed i desideri di futuri possibili. Gli artisti esposti, tra storicizzati ed emergenti, sono:
Luca Alinari | Renato Birolli | Pierluigi Delutti | Tano Festa | Ugur Gallenkus | Lorenzo Gramaccia | Piero Guccione | Umberto Lilloni | Ottone Rosai | Mimmo Rotella | Giovanni Stradone | Nino Tirinnanzi | Francesco Trombadori | Jacopo Truffa | Renzo Vespignani | Giovanni Viola.
Da sempre uno dei temi cardine della Storia dell'arte, il paesaggismo ha rappresentato per centinaia di anni lo sguardo dell'uomo sul mondo, su ciò che lo circonda, finanche a diventare nel tempo metafora di uno spazio interiore, nelle sue infinite potenzialità di trasformarsi da veduta a specchio dell'anima. Quello che gli artisti moderni avevano cominciato ad intuire in maniera romantica e che oggi appare pressoché scontato è che esiste una profonda comprensione e compenetrazione tra uomo e paesaggio: noi siamo il paesaggio ed il paesaggio è noi. Una relazione, questa, che oltre a venire interiorizzata a livello artistico è stata sottolineata altresì nel 2000 nella Convenzione europea del Paesaggio, documento che è parte del lavoro del Consiglio d'Europa sul patrimonio culturale e naturale, la quale ha dato una nuova definizione di paesaggio: "designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni".
Durante iI XXVI Convegno nazionale del FAI (febbraio 2022), Bertrand Folléa, architetto paesaggista ed urbanista nonché docente all'École nationale supérieure de paysage, commenta proprio la definizione di paesaggio della Convenzione europea, asserendo che: "Personalmente, ciò che più mi colpisce della definizione di paesaggio ivi espressa è la sua dimensione doppiamente relazionale. Riguarda infatti le relazioni tra gli elementi oggettivi e tangibili di un territorio – campi, quartieri, strade, ma anche edifici, infrastrutture, suolo, geologia, clima – e gli elementi sensibili, che riguardano le relazioni affettive, soggettive, culturali tra le popolazioni e il territorio. La virtù della nozione di paesaggio è quella di non separare queste due dimensioni relazionali. Nel paesaggio non si ha mai una separazione tra cultura e natura, tra scienze oggettive e scienze umane, e non c'è alcuna separazione tra il contesto in cui viviamo e il nostro stile di vita."
Sono tematiche, queste, che Follèa aveva trattato già nel 2019 nel suo testo "L'archipel des métamorphoses: La Transition par le paysage", nel quale l'autore chiede un completo rovesciamento di prospettiva, di dimenticare quindi lo status di 'conseguenza accidentale' del paesaggio, affinché esso possa diventare un mondo da vivere e plasmare, un mondo desiderato di cui siamo responsabili.
II XXVI Convegno nazionale del FAI (19-23 febbraio 2022) ha infatti posto come tema una domanda: Come sarà il paesaggio italiano nel 2026, quando sarà completato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza? Due aspetti sono emersi dalla discussione: l'inevitabile trasformazione del paesaggio a seguito della transizione ecologica e l'opposizione tra urgenza di infrastrutture per lo sviluppo e dovere della tutela del paesaggio.
Il titolo della mostra, "Le paysage est passage", letteralmente "Il paesaggio è
passaggio", è una citazione tratta dal testo di Bertrand Folléa che rappresenta sia il punto di vista dell'architetto – che la Galleria La Nica sposa pienamente – sia la chiave di lettura dell'intera mostra.
Partendo dalle vedute più tradizionali, passando per le ferite che le molteplici guerre hanno inferto al paesaggio, finanche alle opere più oniriche, la mostra presenta disegni, dipinti, sculture e new media che percorrono un arco di tempo che va dalla prima metà del Novecento ai giorni nostri, sottolineando proprio la dimensione relazionale esistente tra uomo e paesaggio e come il nostro "passaggio" abbia mutato nel tempo le vedute e soprattutto le prospettive sullo stesso, poiché come sostiene sempre Folléa: "Il paesaggio è uno specchio che riflette le questioni più globali del nostro tempo" (Bertrand Folléa, L'Archipel des métamorphoses. La transition par le paysage, Éd. Parenthèses, 2019, p. 83).... leggi il resto dell'articolo»
Su quest'ultimo punto, in particolare, ragiona la prima sala espositiva della galleria, presentando un accostamento stridente tra una selezione di paesaggi della tradizione e l'opera "+ 1.5°" di Jacopo Truffa, finalista dello Yicca International Contest of Contemporary Art 2022, unica opera presente in mostra che pone l'accento sul cambiamento climatico e le sue inevitabili conseguenze.
Il paesaggio deve diventare uno stimolo, un pretesto, un luogo per conoscere meglio il mondo e sé stessi, ma anche per mettersi in gioco ed affrontare le sfide che si rivelano urgenti e che continuano a sorprenderci e a ferirci. E cosa meglio dell'arte può aiutarci in tal senso?
"Le paysage est passage", a cura di Cristina Liscaio e Maria Vittoria Marchetta, è fruibile dal 15 marzo al 18 maggio 2024.
Mostra: Le paysage est passage
Roma - La Nica Galleria d'Arte
Apertura: 15/03/2024
Conclusione: 18/05/2024
Organizzazione: Galleria La Nica
Curatore: Cristina Liscaio e Maria Vittoria Marchetta
Indirizzo: via dei Banchi Nuovi 22 - 00186 Roma
Opening: venerdì 15 marzo, ore 18.30
Orario: martedì-sabato 11.30-19.00
Per info: +39 06 44235025 | +39 329 7490667 | info@gallerialanica.it
Sito web per approfondire: https://www.gallerialanica.it/
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