Arte contemporaneaMostre a Modena

Sergio Padovani. Pandemonio

  • Quando:   16/03/2024 - 05/05/2024
Sergio Padovani. Pandemonio
Sergio Padovani, Le Repentite, 2023, olio, bitume, resina su rame, cm 59×111. Ph. Mauro Terzi

Dopo l'anteprima romana, l'artista Sergio Padovani (Modena, 1972) porta a Modena, sua città natale, la mostra "Pandemonio", dal 16 maggio al 5 maggio 2024 presso il Complesso di San Paolo.

Organizzata dalla Fondazione The Bank ETS - Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea e da Il Cigno GG Edizioni con il patrocinio del Comune di Modena, l'esposizione inaugura sabato 16 marzo 2024, alle ore 17.30.

La mostra, curata da Cesare Biasini Selvaggi con Francesca Baboni e Stefano Taddei, comprende oltre 60 dipinti, quasi tutti inediti, di grandi dimensioni e di recente produzione. Una pittura figurativa visionaria che si fonda su composizioni fantastiche quanto allucinate, scene inquietanti, paesaggi incendiati da venature crudeli e qualche pennellata di mélo.

«Il sostantivo Pandemonioracconta Sergio Padovanisi è radicato in me non dal Milton di Paradiso perduto, ma dalla lettura di un altro scrittore, assolutamente distante dal primo, sia per luoghi che per scelte. Dipingevo da pochissimo, ebbi la fortuna di incontrare nel mio cammino Ivano Ferrari, poeta mantovano che con La franca sostanza del degrado mi aveva profondamente impressionato. La parola pandemonio è saltata fuori come minimo comun denominatore di un universo di immagini narrate, a volte anche crude e difficili da sopportare, che però testimoniavano il momento reale, non solo sociale e politico, ma anche estremamente mio... la mia confusione, il tormento di quei giorni sfocati, la pittura che dirompeva nella mia vita».

«L'esposizione, inaugurata a Roma nelle sale dei Musei di San Salvatore in Lauro, è stato un successo di pubblico, stampa, critica e da parte dei collezionisti, oltre qualsiasi aspettativa», dichiara Cesare Biasini Selvaggi. «Contestualmente alla mostra, diverse opere di Sergio Padovani sono infatti entrate in importanti raccolte d'arte della capitale mentre, dal 25 aprile, l'artista modenese sarà protagonista di una personale alla Galerie Schwab Beaubourg di Parigi».... leggi il resto dell'articolo»

«Il Complesso di San Paoloaggiungono Francesca Baboni e Stefano Taddei – è sembrato essere il luogo ideale per un artista che da sempre affianca il sacro ad una visionarietà laica arricchita da musica, pittura e suggestioni legate ad un immaginario antico».

«Ogni tavola, carica di enigmatici piani narrativi, temporali e musicali (questi ultimi dai ritmi ossessivi della visual music praticata dall'artista), è abitata da un universo in eccesso mescolando aspetti classicheggianti a creature oniriche dalle forme bizzarre colte nella loro espiazione, sull'orlo del baratro, il lato mostruoso, le angosce e le inquietudini del nostro tempo. Il rapporto tra campo e fuori campo, tra ciò che possiamo vedere o solo immaginare, cardine per la percezione dell'orrore, viene dunque definito dalla pittura nella zona intermedia tra la sfocatura e la messa a fuoco. E, tuttavia, sullo sfondo di ogni composizione balena il lampo della possibilità visionaria di redenzione per l'umanità, quindi di fede nella salvezza. È qui che si infrange la metafora del Male tinteggiata da Padovani, abissale, profonda, viscerale, nella tensione di una luce bluastra ed elettrica, delle notti e delle albe dei vizi e delle depravazioni ultra millenarie dell'umanità, della nostra interiorità scandita dal lessico delle paure più profonde», dichiara Cesare Biasini Selvaggi, curatore della personale e segretario generale della Fondazione THE BANK ETS.

Il percorso espositivo è completato dal video Pandemonio, realizzato dall'artista con musiche autografe (Macchina Anatomica) e l'ausilio dall'intelligenza artificiale (AI). I sottotitoli guidano lo spettatore nell'interpretazione delle immagini, spingendolo a vivere il senso ultimo del proprio destino, rappresentato in metafora da un enorme insetto in continua modificazione/evoluzione/regressione, quasi un oscillare tra le trasformazioni kafkiane e le asettiche deformazioni di David Cronenberg.

La mostra è corredata dal catalogo pubblicato da Il Cigno GG Edizioni, con i contributi critici di Cesare Biasini Selvaggi, Francesca Baboni, Stefano Taddei e ulteriori testi di approfondimento afferenti a diverse discipline.

Realizzata con il sostegno di Integra Consulting Srl, l'esposizione sarà successivamente trasferita a Bassano del Grappa (VI).

Note biografiche

Sergio Padovani nasce nel 1972 a Modena, dove vive e lavora.

Per diversi anni è musicista nella sperimentazione e nella ricerca, senza confinamenti e limitazioni. Dal 2006 la musica subisce un inarrestabile processo, il cui verdetto finale è la trasmutazione totale e definitiva nella Pittura. Assolutamente e necessariamente autodidatta, affronta questo nuovo iter, più simile ad un inestinguibile, insaziabile rogo interiore, come la risalita di una voragine profonda, improvvisamente riempitasi di luce. Una manifestazione salvifica, dunque, divina o del corpo non ha davvero importanza, se non come traslucida, incontrollabile rivoluzione attraverso la quale ritrarre la personificazione del bisogno più ancestrale dell'uomo: la salvezza, appunto. Nel solco della grande pittura del Quattrocento, la visionarietà del suo dipingere (privo di bozzetti preparatori o altre "pianificazioni" dell'opera) trova, nel confronto con le istanze del contemporaneo, attraverso la simbologia e l'importanza dei dettagli, la sua più completa narrazione.

Negli anni è finalista di numerosi premi, tra cui il Premio Arte Mondadori, il Premio Celeste, il Premio Combat, il Premio Vasto e il World Wide Kitsch International Competition. Nel 2009 vince il premio Arte Laguna, nel 2011 è alla Biennale di Venezia, Padiglione Italia, sezione regionale Torino; nel 2016 è protagonista alla Biennale del disegno di Rimini. Nel 2017 il Museo Diocesano di Arte Sacra di Imola ospita la sua personale Sanctimonia, l'anno dopo espone al Palazzo Ducale di Castelnovo né Monti (RE) e alla Rocca Sforzesca di Riolo Terme (RA).

Nel 2019 la sua mostra L'invasione inaugura The Bank Contemporary Art Collection a Bassano del Grappa (VI), ora Fondazione THE BANK ETS - Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea. Nel 2021 la Fondazione Stelline di Milano ospita la sua personale I folli abitano il sacro; alla fine dello stesso anno è l'artista scelto per rappresentare con il suo quadro Stelle Aperte il complesso "rapporto artistico" tra Dante e Giotto nella grande collettiva dei Musei Civici Eremitani di Padova, dal titolo A riveder le stelle. Nel 2022 espone nella Chiesa Monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino (PG), l'anno seguente al Reial Cercle Artistic de Barcellona, in Spagna. Nel 2023 la sua ricerca musicale, precedentemente interrotta, torna prepotentemente a fare da contraltare alla pittura, accompagnando e ampliando il "corpus" artistico di Padovani, nel suo costante e continuo divenire.

Le sue opere sono presenti nelle più importanti collezioni sia in Italia che in Europa ed in permanenza al Museo Diocesano d'Arte Sacra di Imola, al MACS di Catania, al Museo Michetti (CH), al MCA di Camo (CN), al Museo Ruggi d'Aragona (CS), alla Fondazione THE BANK ETS di Bassano del Grappa (VI).

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Sergio Padovani. Pandemonio

Apertura: 16/03/2024

Conclusione: 05/05/2024

Organizzazione: Fondazione The Bank Ets

Curatore: Cesare Biasini Selvaggi con Francesca Baboni e Stefano Taddei

Luogo: Modena, Complesso di San Paolo

Indirizzo: Via Francesco Selmi, 67 - 41121 Modena

Inaugurazione: sabato 16 marzo, ore 17.30

Catalogo: Il Cigno GG Edizioni

Per info: redazione@ilcigno.org | info@fondazionethebank.org

Sito web per approfondire: https://www.fondazionethebank.org/



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