Arte contemporaneaMostre a Roma

Valerio D'Angelo. Too far for light to travel

  • Quando:   15/02/2024 - 30/03/2024
  • evento concluso
Valerio D'Angelo. Too far for light to travel

La Galleria Valentina Bonomo è lieta di annunciare l'apertura della mostra personale "Too far for light to travel" di Valerio D'Angelo il 15 febbraio 2024 in via del portico d'Ottavia 13 dalle ore 15 alle ore 21. La mostra è presentata da un testo di Flaminia Ciuferri.

Valerio D'Angelo (Roma, 1993) dopo gli studi di restauro, da cui ha acquisito le conoscenze tecniche che utilizza nel suo lavoro in un modo non tradizionale, pone sempre in comunicazione l'antico con il contemporaneo confondendo il tempo e la tecnica esecutiva.

Nella mostra "Too far for light to travel" D'Angelo presenta dei lavori inediti, specificatamente pensati per lo spazio della galleria.
Partendo da una riflessione sui limiti fisici della luce, l'artista esplora i confini del nostro Universo oltre la soglia di ciò che è visibile.

15 metri di raggi di luce attraversano la galleria, 15 miliardi di anni luce è la distanza massima percorribile dai fotoni prima di esaurire la loro energia. A questo valore corrisponde il confine dell'universo osservabile, nonché della nostra conoscenza. Oltre questo termine ogni cosa si sottrae alla vista dando vita a una proiezione della realtà, intuibile solo attraverso la speculazione immaginativa.

Tre installazioni si formano attraverso l'utilizzo materico della luce, elemento cardine della ricerca, trasformandola e adattandola secondo modalità differenti. Manipolando le sue possibilità fisiche e concettuali, la luce diventa veicolo di proiezioni intangibili.
Nella sala principale della galleria lo spettatore viene accolto da sette grandi colonne semitrasparenti e cangianti, la cui cromaticità e matericità è data dalla luce installata al loro interno.... leggi il resto dell'articolo»

Proseguendo si incontra un'istallazione formata da una serie di opere a specchio cromatico posizionate in modo da formare un'esplosione a raggiera, di riquadri colorati, somiglianti a dei pixel.
Esternamente le pareti della galleria sono illuminate da una serie di proiezioni luminose site-specific.

"Too Far for Light to Travel"
di Flaminia Ciuferri

Nella sua personale visione, Valerio D'Angelo gioca con le potenzialità fisiche della luce, offrendo esperienza diretta delle sue possibilità materiche e concettuali. La serie di lavori installativi di Too Far for Light to Travel dimostra un approccio trasversale che riconfigura le radiazioni luminose nell'interazione con differenti materiali, affrontando il tema del contrasto tra luce e oscurità, conoscibile e ignoto, concreto e intangibile.
Il medium luminoso è un geloso custode che bipartisce il cosmo in quel che possiamo e non possiamo conoscere, uno strumento di delimitazione della realtà. È un alfabeto adottato dall'artista per parlare di lontananza, che ci spinge a provare una paradossale mancanza per ciò che è al di fuori della nostra percezione.
L'esplosione cosmica di Collateral Display (2023) ci attrae grazie al fascino del riflesso per poi ribaltarne il contenuto. La pellicola dicroica muta la natura degli specchi così come la realtà che riflette, isolandola da noi. Prendendo vita negli effetti della rifrazione, le opere divengono portali d'accesso a mondi illimitati di cui potremmo essere noi stessi il riflesso: è nello scarto tra la prossimità dell'immagine contemplata e il suo distacco concettuale che ad ogni sguardo viene contestata la centralità della nostra esistenza e dissolta l'unicità.
Ritroviamo lo stesso senso di spaesamento nello scorgere la diapositiva di What do we see when we stare into darkness (2024). Posto al centro del proiettore, un frammento alterato di pellicola dicroica plasma la proiezione di un'entità indefinita, a metà tra il microscopico e l'infinitamente grande, in cui abbandona la tridimensionalità. Ad abitare l'ambiente centrale della galleria sono le otto colonne di Too far for light to travel (2024) che, nella loro trasparenza, rendono visibile il viaggio dei fasci di luce e restituiscono concretezza a un fenomeno visivo di cui altrimenti coglieremmo solo l'impalpabilità. L'altezza totale delle colonne, quindici metri, si riferisce alla distanza di quindici miliardi di anni luce percorribile dai fotoni prima di esaurire la loro energia. È a tale valore che corrisponde il confine dell'universo osservabile, nonché della nostra conoscenza. Oltre questo termine ogni cosa si sottrae alla vista, dando vita a una proiezione della realtà intuibile solo attraverso la speculazione, dove creatività e scienza si fondono in un unico discorso sull'ignoto.
Lo stesso titolo della mostra rimanda non tanto alla condizione di luminosità, quanto più al momento in cui questa decade. Se ciò che è visibile è conoscibile, quali dinamiche entrano in campo nel momento in cui viene a mancare la visibilità? Testimoni dei risvolti materici della luce, controparte dialettica del buio, siamo invitati a perderci nelle infinite letture dell'oscurità, un'assenza che dilata l'immaginazione.

BIOGRAFIA

Valerio D'Angelo, nato a Roma nel 1993, è un artista con base a nella capitale.
Si è formato nel campo del restauro, specializzandosi in tecniche decorative barocche come la doratura e la laccatura, presso il laboratorio Nazzareno Fontana Restauri di Roma.
Dal 2020 inizia la sua pratica artistica, esprimendosi principalmente attraverso la scultura, l'installazione site specific e la sperimentazione materica.
Abbandonando in gran parte le pratiche artigiane, che hanno caratterizzato l'inizio del suo percorso artistico, Valerio D'angelo si concentra su percorsi più contemporanei.
Elemento fondamentale delle sue ultime ricerche diventa la luce, le proiezioni che ne derivano e il suo aggettivo materico.
L'artista si concentra in particolare sulla dimensione di spazio, inteso sia nella forma architettonica che in quella scientifica. Il lessico delle installazioni si allinea all'immaginario e fantascientifico prendendo spunto dalla narrativa distopica post-apocalittica, dove la percezione di tutto viene capovolta e la linearità della nostra esistenza viene spezzata.

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Valerio D'Angelo. Too far for light to travel

Apertura: 15/02/2024

Conclusione: 30/03/2024

Organizzazione: Galleria Valentina Bonomo

Luogo: Roma, Galleria Valentina Bonomo

Indirizzo: Via del portico d'Ottavia 13 - Roma

Per informazioni:
Martina Miccio info@galleriabonomo.com 066832766

Orario di apertura:
Martedì - sabato h. 15 - 19 o su appuntamento


Inaugurazione: 15 febbraio 2024 in via del portico d'Ottavia 13 dalle ore 15 alle ore 21

Sito web per approfondire: https://www.galleriabonomo.com



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